Comune di Bologna, no dei lavoratori

Il NO dei lavoratori comunali è una bocciatura delle politiche dell’Amministrazione Comunale. Il risultato del referendum tra le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Bologna parla chiaro: l’accordo proposto dall’Amministrazione è stato respinto perché giudicato ingiusto, penalizzante e privo di un reale confronto. Oltre il 70% dei votanti ha scelto di difendere salario, diritti e dignità del lavoro pubblico.

È una risposta netta a un’impostazione che, ancora una volta, ha privilegiato decisioni unilaterali e una gestione aziendalistica del Comune, lontana dai valori della sinistra riformista e socialista. Non si possono chiedere sacrifici a chi garantisce ogni giorno servizi essenziali mentre il costo della vita cresce e il salario reale diminuisce. Né è accettabile ridurre la contrattazione a una formalità, senza possibilità di replica o di vera discussione. Il messaggio che arriva dai lavoratori è politico prima ancora che sindacale: servono scelte diverse, che mettano al centro il lavoro pubblico come pilastro della coesione sociale e della qualità dei servizi. Ignorare questo voto significherebbe voltare le spalle non solo ai dipendenti comunali, ma a una parte fondamentale della comunità bolognese.

Chi manda avanti il Comune merita rispetto: l’Amministrazione ascolti i propri lavoratori; parliamo di persone che ogni giorno tengono in piedi servizi fondamentali per la città: scuole, assistenza, uffici, manutenzioni. Persone che sono anche cittadine e cittadini di Bologna e che faticano sempre di più a vivere in una città diventata costosa e spesso inaccessibile. Senza lavoro dignitoso non ci sono servizi pubblici di qualità, né una città più equa.